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CHE COS’È E A COSA SERVE LA PSICOMOTRICITÀ

Parliamo insieme della psicomotricità, un termine che fino a qualche anno fa era pressoché sconosciuto, ma che ora sembra essere sulla bocca di tutti. Scopriamo di cosa si tratta.

Da genitori, sempre più spesso sentiamo parlare del termine “psicomotricità”. Ormai quasi tutte le mamme e i papà conoscono un bambino che frequenta un corso di psicomotricità, o ne hanno ricevuto un opuscolo informativo a scuola, o hanno sentito parlare di qualche bimbo a cui le maestre hanno consigliato una consulenza dallo psicomotricista.

Ma sappiamo davvero che cos’è la psicomotricità?

La psicomotricità è una disciplina il cui obiettivo è quello di supportare i processi evolutivi dei bambini, stimolando e valorizzandone la crescita. La psicomotricità parte dalla considerazione che l’aspetto affettivo, relazionale, motorio e cognitivo non possono essere scissi, ma sono tutti intrecciati nella manifestazione del comportamento del bambino.

Che cosa si fa durante l’attività di psicomotricità?

Nulla di misterioso, anzi! Il bambino si mette in gioco attraverso l’azione e l’interazione nell’uso dello spazio e degli oggetti, attraverso il movimento e il rapporto con l’altro e con gli altri, sviluppando la capacità di rappresentarsi agli altri attraverso il ritmo, la parola, il gioco. Quindi, lo psicomotricista usa dimensioni connaturate nel bambino, cioè il gioco, il ritmo, la creatività e il movimento, per favorire lo sviluppo armonico e per supportare una crescita serena. In alcuni casi per lavorare proprio sulle esternazioni delle proprie emozioni ed aiutare il bambino a ‘farle uscire da sé’ in vari modi.

Questa funzione non è da sottovalutare poiché proprio in questo modo lo psicomotricista aiuterà i nostri bambini a capire certi aspetti normali nella crescita di tutti noi e a prevenire l’insorgere di eventuali disturbi che potrebbero influire sull’apprendimento futuro. Pertanto è essenziale avvicinarsi a professionisti che conoscono bene sia la materia che i metodi da utilizzare, a seconda dell’atteggiamento del bambino che si ha di fronte. Anche il numero di bambini da cui è composto il gruppo è un aspetto importante da non sottovalutare.

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Spesso, alla parola “psicomotricità” i genitori storcono il naso in maniera preoccupata, dal momento che, nel linguaggio comune, la psicomotricità ha assunto un’accezione negativa, come se fosse un’attività destinata a bambini “con problemi”. In realtà questa è una falsa credenza. La psicomotricità è per tutti, poiché è una metodologia che riguarda l’evoluzione del bambino e il suo sviluppo.

Esistono due grandi filoni: la psicomotricità educativa e quella terapeutica. La prima è quella disciplina che accompagna il bambino nella sua crescita armonica attraverso lo sviluppo della comunicazione corporea e verbale, della creatività e della operatività; la seconda è quella che viene suggerita dal pediatra in seguito a sintomi di disturbi dell’espressione motoria, disturbi del linguaggio, difficoltà a relazionarsi coi pari e con gli adulti.

Pur tenendo conto di questa differenziazione, la psicomotricità non ha in sé come obiettivo primario quello della cura di disturbi dell’apprendimento o deficit di attenzione nei bambini, ma ha anzi il compito di prevenire queste stesse problematiche, al fine di migliorare il rapporto che ha il bambino con se stesso, con gli altri e col mondo che lo circonda.

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In questi ultimi anni stanno aumentando le richieste di consulenze di psicomotricità: spesso sono le stesse maestre che, notando comportamenti a loro avviso “anomali” nei bimbi, consigliano ai genitori di rivolgersi a un esperto. Ma da chi andare? I genitori possono essere confusi di fronte al numero altissimo di centri e di professionisti del settore.

L’importante, in questo vasto panorama di scelte, è quello di scegliere un istituto serio e che non inserisca psicomotricità come uno dei moltissimi corsi, ma che sia una struttura che si occupa in modo specifico di questa disciplina, che sappia fare delle consulenze ad hoc basate sul singolo bambino e che abbia la costanza e la passione di essere sempre in aggiornamento sulle evoluzioni delle pratiche psicomotorie.

Per saperne di più, consigliamo di visitare le pagine dell’Istituto di Psicomotricità Anne-Marie Wille, della Federazione Italiana Scuole ed Operatori di Psicomotricità e il seguente video.

Ascolterete le parole di Marta Sebben, fondatrice di CAMPO ZOE’ a Milano, un centro specializzato per le attività di psicomotricità, la quale vi dirà di cosa si occupa il suo progetto, che cos’è la psicomotricità e quali sono le attività che si fanno durante gli incontri presso Campo Zoè.

 

Non perdete la possibilità di vivere un’esperienza di psicomotricità per voi e il vostro bambino.

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