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NEL MONDO DEL REGGIO EMILIA APPROACH: IL BAMBINO AL CENTRO

L’approccio pedagogico Reggio sta diventando una realtà consolidata in Italia. Scopriamo insieme i principi del Reggio Approach!

Sempre più spesso i genitori avvertono la necessità di allontanarsi dai metodi educativi convenzionali, sentiti come rigidi ed estranei alla natura dei bambini.

All’interno di questo mondo di nuovi approcci pedagogici, si inserisce anche il Reggio Emilia Approach, una filosofia educativa che considera il bambino come portatore di forti potenzialità e soggetto di diritti, il quale apprende e cresce grazie all’interazione con i coetanei.

Loris Malaguzzi

Perché il Reggio Children è diverso dall’attuale sistema educativo scolastico?

L’approccio Reggio si basa sulla considerazione che la scuola non dovrebbe essere un luogo chiuso e statico, in cui i bambini ricevono passivamente le conoscenze impartite da insegnanti ed educatori, bensì un luogo aperto in cui è il bambino stesso ad essere protagonista del suo percorso di apprendimento e impara e conosce il mondo relazionandosi con esso in prima persona.

In questa filosofia educativa, una grande rilevanza è data all’interazione sociale: la conoscenza del mondo esterno avviene grazie al fatto che i piccoli instaurano relazioni e rapporti con i coetanei e gli educatori. L’interazione aiuta il bambino nel creare una rete e degli scambi fra gli individui e il gruppo. Per questo motivo le scuole che seguono il Reggio Approach sono fornite di una “piazza”: un luogo comune in cui tutti i bimbi possono giocare tra loro e con le educatrici, un vero e proprio spazio aperto e libero per conoscere e conoscersi.

Un nuovo modo di vedere il bambino

I piccoli scolari sono soggetti attivi, sono ritenuti competenti ed è a loro che spettano iniziative e proposte. Le loro idee, esigenze e domande, perciò, sono ascoltate con infinito rispetto. Ogni bambino è un patrimonio di potenzialità da sollecitare e tirare fuori ed è unico, perché ha diversi tempi di sviluppo e crescita e possiede cento linguaggi e cento modi di pensare, esprimersi, capire e incontrarsi ed è compito della scuola – in armoniosa collaborazione coi genitori – valorizzare tutti questi linguaggi anche attraverso il gioco, l’arte, la musica e la cucina.  

Non si vogliono fornire conoscenze, ma opportune condizioni di apprendimento. 

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Il ruolo degli educatori

Gli educatori non “salgono in cattedra”, ma scrutano e ascoltano attentamente il bambino, dandogli fiducia e fornendogli gli strumenti ed il contesto adatto a stimolare l’osservazione della realtà, a porsi domande, a trovare risposte e a realizzare progetti nati da idee ed interessi del bambino stesso. Gli educatori – soggetti a continua formazione e auto-formazione – collaborano coi bambini, i genitori e l’intera comunità e documentano processi, progressi e risultati per condividerli e renderli patrimonio comune. 

Altra peculiarità è che non esiste un programma vero e proprio ma durante l’assemblea di classe mattutina si inventa e programma le attività da svolgere durante la giornata, in base alle esigenze e idee quotidiane dei bambini.

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I genitori

Secondo questo approccio pedagogico, rivestono un ruolo importante anche i genitori, i quali non sono estranei al progetto educativo dei figli, ma vivono la scuola come compartecipanti della crescita del bambino e come parte dell’equilibrio di interrelazioni con insegnanti e bambini.

Pertanto tutti gli istituti Reggio Children mirano a creare un forte coinvolgimento di tutta la famiglia.

L’obiettivo è la crescita armoniosa del bambino, la sua formazione come cittadino consapevole, capace di cooperare con gli altri e vivere la propria città anche rispettando l’ambiente. Non si vogliono fornire conoscenze, ma opportune condizioni di apprendimento. 

Se volete saperne di più riguardo il Reggio Emilia Approach visitate i link:

www.reggiochildren.it

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